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Sulla tavola della città di Santarcangelo è sempre presente: il favoloso olio d’oliva, la cui diffusione, da testimonianze su carte, è già presente dal dopo il mille.
Nei secoli dell'alto Medioevo, è segnalata la presenza di olivi sparsi ma anche di oliveti veri e propri nelle campagne collinari presso Santarcangelo di Romagna.
Nel tardo medioevo, l’olio d’oliva trova una sua eloquente testimonianza grazie alla diffusa presenza dei molini da olio e delle scorte presenti nei castelli di Santarcangelo di Romagna ed in quasi tutti quelli del riminese.



Fra alti e bassi, causati spesso dagli eventi climatici, l’olio ha subito nei primi Ottocento una crisi con una ripresa negli anni Trenta.
Santarcangelo è circondata di oliveti, il cui frutto ha un’acidità massima dello 0,50%, colore da verde a giallo oro, odore fruttato talvolta intenso, sapore fruttato leggermente amaro e piccante.
Caratteristica dell’ olio d’oliva è il sapore gustoso, con un leggero e piacevole retrogusto amarognolo e una notevole presenza di note aromatiche ottenuto dalle varietà di olivo Correggiolo, il minimo 60%, Leccino massimo 40% e alcune varietà minori in una misura massima del 10%.
La raccolta avviene tra il 20 ottobre e il 15 dicembre e la spremitura va effettuata entro due giorni dalla raccolta.



Una ricetta tipica di Santarcangelo di Romgna è:

Il Gnocco fritto.
300 gr. di farina,150 gr. di latte,1/2 cubetto di lievito di birra,1 cucchiaio d’olio d’oliva,1 cucchiaino di sale,1 cucchiaino di zucchero, olio per friggere.
Intiepidire leggermente il latte e sciogliere il cubetto di lievito. Intridere la farina con gli altri ingredienti e lavorare per 10 minuti circa facendo un impasto morbido. Lasciare la pasta a lievitare per almeno 60 minuti. Tirare l’impasto a sfoglia non troppo sottile, ritagliarne dei rettangoli e friggerli in una padella con l’olio bollente. Mettere i Gnocchi Fritti su un foglio di carta assorbente affinché l’olio venga assorbito, disporli su un vassoio e servirli caldi accompagnati da un affettato di salumi misti.

Coniglio e Pollo alla Cacciatora.

Ingredienti : cipolla, sale, pomodori, strutto, vino bianco, coniglio, pollo.
Prendere un tegame metteteci una cipolla tritata e lo strutto e fatela lentamente rosolare. In seguito togliete la cipolla dal tegame e aggiungete insieme allo strutto il coniglio e il pollo, salando q.b e iniziate la cottura a fuoco basso. Dopo che la carne sarà arrostita aggiungete la cipolla precedentemente tolta dalla padella assieme a dei pomodori a pezzi e fatte cuocere il tutto. In seguito aggiungete un pò di vino bianco e fate assorbire il brodo affinchè diventa denso.

100 gr. di farina gialla,200 gr. di farina bianca,100 gr. di pangrattato,200 gr. di zucchero oppure miele,3 uova mezzo litro di latte,100 gr. di uva passa,100 gr. di fichi secchi fatti a pezzetti, 1 scorza di limone,1 scorza d’arancio, mezzo kg. di mele sbucciate e fatte a pezzetti, mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaino di sale.

Impastate le farine, il pangrattato, le uova intere, l’olio, il sale, amalgamando con il latte.
Aggiungere poi mele, fichi secchi e uvetta poi grattugiate le scorze degli agrumi. Ungete una teglia da forno con olio, versatevi il composto e ponete in forno a 160 / 170 gradi per circa 50 / 60 minuti.
Il nome Bustrengo in dialetto romagnolo “Bustreng” pare di origine barbarica.



Piadina, salumi, carne di maiale sono le specialità santarcangiolesi innaffiate con un buon sangiovese, pagadebit, trebbiano.

I Malatesta durante il loro dominio, grazie alla ricchezza poterono dare sfoggio a sontuosi e ricchi banchetti, con vari tipi di cibarie, addobbi e abiti sfarzosi. Ben presto i Malatesta capirono anche che a tavola ai pranzi o alle cene dietro alle galanterie si poteva nascondere il pericolo dell’assassinio.
La tavola viene quindi ad assumere una notevole importanza nella vita dei Malatesta, che alla presenza di musica vedeva riunirsi tutta la famiglia. Niente era lasciato al caso dai Malatesta: anche il cibo con le specialità era al loro servizio.