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Nell’estate del 1971 nasceva a Santarcagelo di Romagna, con il nome di “Festival del Teatro in Piazza”, quello che oggi si chiama “Santarcangelo dei Teatri”,
ovvero una delle manifestazioni più significative e singolari del panorama teatrale italiano ed europeo. Inizialmente il Teatro nacque improntato sul Teatro politico sulle denunce e sull’impegno sociale. Verso la fine degli anni settanta apportò un cambiamento, influenzato dal teatro di ricerca di: Peter Brook, Jerzy Grotowsky, del Living Theatre di Julian Beck e di Judith Malina, del’Odin Theater di Eugenio Barba, tutti, con altri gruppi, segnarono in modo determinante la nuova drammartugia mondiale. Dunque col nome ”Santarcangelo dei Teatri” si identifica tutto ciò che in questa cittadina della Romagna ha avuto e avrà a che vedere con il teatro, con la sua vita, con coloro che lo realizzarono in modo e forme diverse. Ogni mese di Luglio, messa da parte l’idea di una rassegna-festival, il Teatro fu presente in Santarcangelo con la sua cultura spettacolare organizzata in progetti in continuo rinnovamento, aperto agli stimoli più significativi e alle tendenze. A ridosso di un comprensorio turistico come quello di Rimini, la manifestazione di Santarcangelo indirizzò gli spettacoli verso due sensi: dall’entroterra al mare per il pubblico del teatro e dal mare all’entroterra per una fascia più allargata e inserita nel piano delle vacanze. Laboratori, seminari, incontri, convegni, non mancarono mai al festival, anzi divennero sempre più frequenti e più volte venne praticata la tecnica delle prove aperte e degli studi. Per tale motivo, De Berardinis promosse l'istanza di "un teatro pubblico popolare", "un teatro in mezzo agli uomini", seguendo il genere “commedia dell'arte” o il tradizionale stile “Pulcinella”. La figura dell'attore-autore (quale quella dello stesso de Berardinis) s’incrociò col teatro-danza e per ben l’intero quadriennio subì l’influsso dei dialetti. Seguì la pubblicazione dei "Quaderni di Santarcangelo" in cui in chiave etica ed estetica si trovano raccolti gli interventi teorici sul teatro contemporaneo, che furono diretti da Gianni Manzella, ma anche con degli interventi di Silvio Castiglione. In questi anni il festival, nato come Teatro in piazza, ha destinato il palco centrale ai concerti di musica etnica. Il festival del paese a ogni edizione ha riscoperto nuovi spazi teatrali: spiagge, anfiteatri naturali e capannoni industriali, grotte e colonie abbandonate. |
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