Barra di navigazione: Santarcangelo di Romagna > I mulini di Santarcangelo di Romagna
Santarcangelo di Romagna
Monumenti a Santarcangelo
Rocca Malatestiana
Chiesa la Collegiata
La Pinacoteca
Grotte Tufacee
Giovanni Vincenzo Garganelli
Museo Storico
La pieve di San Michele Arcangelo
I mulini di Santarcangelo di Romagna
Santarcangelo dei Teatri
Luigi Poletti
Girare per Santarcangelo e dintorni
   Andar per Borghi
   Andar veloci in Bici
   Andar per Fontane preziose
   Andar per Vivande gustose
Personaggi Illustri di Santarcangelo
   Paolo Carlini
   Giustiniano Villa
   Tonino Guerra
   Fabio de Luigi
   Gioacchino Volpe
Fiere a Santarcangelo
   La casa del Tempo
   Fiera di San Martino
   Fiera di San Michele
   La stampa a ruggine su tela
Specialità di Santarcangelo
Meteo a Santarcangelo
Directory a Santarcangelo
L’arte di macinare il grano è una delle più antiche, già nella preistoria esistevano utensili, come il mortaio, fornito di pestello, oppure movibile mediante un sostegno allungato, o il rullo di pietra, che spesso nelle statuette egiziane è nelle mani di donne inginocchiate.
La macina girevole apparve circa due o tre secoli prima dell’Era Cristiana.



Questo nuovo strumento con l’aiuto di cavalli e asini, alleviò il lavoro dell’uomo.
Di grande importanza per i Santarcangiolesi fu l’uso delle acque del Marecchia, che furono usate nel passato in modo particolare quale forza motrice per i mulini dislocati lungo il corso fluviale e nella città stessa.
La toponomastica locale ci indica ancor oggi che lungo il fiume, sorgeva una località, dove era più agevole l’installazione dei molini: San Martino dei Mulini.



Attraverso delle carte d’archivio, si è potuto scoprire che i mulini erano presenti lungo tutto il corso del fiume, da Ponte Verucchio fino alla foce, lungo tre canali chiamati: Fossa Viserba, Fossa Patara, Fossa dei Mulini Comunali.
Nei tre mulini situati nella città di Santarcangelo, si macinava non solo per usi interni della città stessa, ma anche per altre città, particolarmente Cesena e Ravenna.



I tre mulini della Comunità Santarcangiolese, oggi sono di proprietà privata, sono situati a nord della città: due a ridosso dell’abitato, Mulino della Rota o Mulino di sopra e Mulino della Croce o Mulino di Mezzo ed uno a circa 300 mt da questi e a ridosso del torrente Uso, Mulino del Ponte o Mulino Terzo.
Tuttavia l’attività non era sicura e redditizia ed era determinata dalle eventuali trattenute dell’acqua a monte e da deviazioni lungo il corso del fiume, condizioni che si verificavano continuamente.