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L’arte di macinare il grano è una delle più antiche, già nella preistoria esistevano utensili, come il mortaio, fornito di pestello, oppure movibile mediante un sostegno allungato,
o il rullo di pietra, che spesso nelle statuette egiziane è nelle mani di donne inginocchiate. La macina girevole apparve circa due o tre secoli prima dell’Era Cristiana. Di grande importanza per i Santarcangiolesi fu l’uso delle acque del Marecchia, che furono usate nel passato in modo particolare quale forza motrice per i mulini dislocati lungo il corso fluviale e nella città stessa. La toponomastica locale ci indica ancor oggi che lungo il fiume, sorgeva una località, dove era più agevole l’installazione dei molini: San Martino dei Mulini. Nei tre mulini situati nella città di Santarcangelo, si macinava non solo per usi interni della città stessa, ma anche per altre città, particolarmente Cesena e Ravenna. Tuttavia l’attività non era sicura e redditizia ed era determinata dalle eventuali trattenute dell’acqua a monte e da deviazioni lungo il corso del fiume, condizioni che si verificavano continuamente. |
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