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Al termine di via Costa, a sinistra, si apre piazza Balacchi, su cui si affaccia la chiesa Collegiata.
La Chiesa è dedicata alla Beata Vergine del Rosario e fu edificata tra il 1744 e il 1756 probabilmente su disegno dell’archirìtetto riminese Giovan Francesco Buonamici, nato nel 1692 e morto nel 1759 e fu attivo in Romagna e nelle Marche nella prima metà del secolo.
La congregazione santarcangiolese chiese che fosse eretta in sostituzione della Pieve e di S.Agata.
L’edificio in sobrio stile gotico, occupa una vasta area compresa tra il campo per il gioco “del pallone” o “del bracciale”, via Cesare Battisti e un’area in passata occupata dalla porta di S. Michele, di cui oggi non è rimasto traccia.
La Chiesa della Collegiata è la più grande della città di Santarcangelo.

















L’Esterno della Chiesa: è in semplice mattone a vista, la facciata è assai sobria divisa in due da un cornicione, ha un solo portale, un ampio finestrone centrale, timpano e coronamento..
E’ racchiusa tra due torri campanarie, di cui quella di destra mai terminata; il coronamento del campanile, così come il portale risalgono al 1937. Imponente la struttura absidale che domina il paesaggio retrostante l’edificio.
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L’interno: ha la pianta a croce latina, con transetto non molto profondo, presbiterio sopraelevato, abside semicircolare, cripta e cappelle laterali. All’incrocio tra la navata e il transetto si innesta una cupola, cui corrispondono esternamente un tamburo e un tetto piramidale..
Elementi di rilievo architettonico che arricchiscono l’interno sono le lesene giganti lise in ordine corinzio e la mobilissima trabeazione..

La copertura della navata è a vela con un’interessante copertura lignea..
L’altare del braccio destro del transetto è stato recuperato totalmente..
Le restanti ancone furono ridipinte nel 1878 da parte di Luigi Samoggia, gli arredi in ferro battuto e marmo risalgono all’epoca della costruzione della chiesa..



Da segnalare i paliotti in scagliola, la pala del Centino, nella prima cappella a destra, collocata sullo stesso altare del 1701, con SS.Antonio Abate e Isidoro Agricola.

Nella II° cappella la Madonna col Bambino, con S. Gaetano e sullo sfondo una città che potrebbe essere Santarcngelo. Sul portale d’ingresso un organo ligneo del 1779 di Gaetano Callido ed è fornito di una bella cassa armonica in legno dipinto e decorata con strumenti musicali a rilievo in stile tardi rococò.

A destra dell’ingresso la cappella del fonte battesimale in marmo rosso alla parete una tela con Battesimo di Cristo. Il Crocifisso, tempera su tavola, di scuola giottesca riminese del Trecento è attribuito a Pietro da Rimini.



Nella seconda cappella a sinistra la pala di Guido Cagnacci raffigurante S. Giuseppe, S. Egidio e Gesù Bambino, di Cagnacci infinite opere a Forlì e a Rimini.
Nella parete del braccio sinistro del transetto si incontra la porta di accesso alla cappella del Beato Simone Balacchi, le ossa del Beato furono traslate nel 1817 da Rimini alla città natale: Santarcangelo e l’anno seguente ne fu eletto patrono.
Sopra il portale interno c’è un’arca in marmo rosso veronese scolpita nel 1323 per la sepoltura di Donna Anna di Donosdeo degli Agolanti, nobile famiglia fiorentina che passò a Rimini dopo la sconfitta guelfa di Montaperti nel 1260. L’arca per vari secoli servì per deposito del corpo della Beata Chiara di Rimini, morta nel 1326 nel Monastero di S. Maria degli Angeli, quindi fu poi adibita a mensa d’altare.

Nel tesoro della Collegiata sono conservate diverse suppellettili di un certo pregio artistico e storico:
Ostensorio malatestiano in bronzo dorato del 1549-1580 appartenente a Pandolfo Malatesta e alla moglie Aurelia, calice malatestiano, calice di Clemente XIV in argento dorato, una Pianeta in broccato con decorazioni a ricamo e a lamine d’oro donato dal Cardinale Garganelli ai minori conventuali.
Da ammirare in via Massani che fiancheggia le mura malatestiane, nell’area del gioco del pallone: Verucchio, Torriana, la sagoma di S. Marino.