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Nella II° cappella la Madonna col Bambino, con S. Gaetano e sullo sfondo una città che potrebbe essere Santarcngelo. Sul portale d’ingresso un organo ligneo del 1779 di Gaetano Callido ed è fornito di una bella cassa armonica in legno dipinto e decorata con strumenti musicali a rilievo in stile tardi rococò. A destra dell’ingresso la cappella del fonte battesimale in marmo rosso alla parete una tela con Battesimo di Cristo. Il Crocifisso, tempera su tavola, di scuola giottesca riminese del Trecento è attribuito a Pietro da Rimini. Nella parete del braccio sinistro del transetto si incontra la porta di accesso alla cappella del Beato Simone Balacchi, le ossa del Beato furono traslate nel 1817 da Rimini alla città natale: Santarcangelo e l’anno seguente ne fu eletto patrono. Sopra il portale interno c’è un’arca in marmo rosso veronese scolpita nel 1323 per la sepoltura di Donna Anna di Donosdeo degli Agolanti, nobile famiglia fiorentina che passò a Rimini dopo la sconfitta guelfa di Montaperti nel 1260. L’arca per vari secoli servì per deposito del corpo della Beata Chiara di Rimini, morta nel 1326 nel Monastero di S. Maria degli Angeli, quindi fu poi adibita a mensa d’altare. Nel tesoro della Collegiata sono conservate diverse suppellettili di un certo pregio artistico e storico: Ostensorio malatestiano in bronzo dorato del 1549-1580 appartenente a Pandolfo Malatesta e alla moglie Aurelia, calice malatestiano, calice di Clemente XIV in argento dorato, una Pianeta in broccato con decorazioni a ricamo e a lamine d’oro donato dal Cardinale Garganelli ai minori conventuali. Da ammirare in via Massani che fiancheggia le mura malatestiane, nell’area del gioco del pallone: Verucchio, Torriana, la sagoma di S. Marino. |
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