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La grande Fontana del Piazzale Garganelli col suo altissimo getto. Simbologie e ricordi per raccontare un territorio, è quello che Tonino Guerra ha affidato alla Fontana. “Regaliamo all’acqua la nostra immobilità fatta di ricordi”. L’opera prende le fattezze da un grande Fossile marino a ricordare quelli che sono stati ritrovati nell’alveo del fiume Marecchia e con questa Fontana, il poeta ha voluto ricordare l’ammonite. La forma della lumaca millenaria è completamente scolpita a mano sulla pietra del Montefeltro; è a forma circolare con una parte degradante che permette all’acqua di scivolare verso i centro della spirale per scomparire e riapparire di nuovo con un getto centrale, ricordando le macine dei vecchi mulini, che rappresentano la storia del territorio di Santarcangelo. Per permettere la veduta della fontana e dell’acqua anche da seduti è stato fatto un rialzamento del terreno. La fontana è stata recuperata da un a vecchia cisterna, che raccoglie l’acqua dalle case circostanti, un raccoglitore che sembra ricordare l'ipotetico Castel dell'Uso di cui non è rimasta traccia. Il poeta e sceneggiatore, alla creazione di questa Fontana, dette una risposta ben precisa a domande da parte degli Amministratori Comunali di Santarcangelo: “la Fontana doveva rappresentare la fusione futura dei Comuni di Poggio Berni, Santarcangelo, Verucchio e Torriana, ed è per questo motivo che aveva pensato al Marecchia che bagna questi paesi e ai mulini che si trovano lungo questo fiume”. Concludendo con un commento “Finalmente Poggio Berni, definito un paese costituito di frammenti, avrà un punto per una sosta". Il Marecchia è l'albero dell'acqua. Questa fontana vuole essere un ritratto del nostro fiume che d'estate muove i suoi rami tra i sassi, diventando così l'albero dell'acqua". Andar per mulini…Andar per teatri…..andar per cari amati versi I Madeun E’ mi non e feva i madeun E’ mi ba e feva imadeun Mè a faz imadeun – os-cia i madeun! Mela, dismela , al muntagli ad madeun E mè la chésa gnent. O fat la cisa nova de’Sufraz O fat tot quant al chesi de’ pasegg. O fat al tori,i peunt e di terazz. O fat la vela granda di padreunch’la ciapa tot e’ soul. E mé la chèsa gnèent. TONINO GUERRA |
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